I nostri sogni... i miei sogni [dal muro]
blek macigno   
 

Come ho già detto altre volte, la prima volta che sono andato al Tempio fu per Genoa-juventus 0-1 gol di Stacchini, portato da una mia zia cacirra che voleva a suo dire farmi assistere a una nostra debacle in modo di farmi passare a quei colori di merda. Come vedete obiettivo altamente fallito.
Da quel giorno ho vissuto i miei sogni e sofferto le mie realtà.
Il primo sogno era di poter stare in serie A e giocare con rube, milan, inter, le altre a quei tempi contavano nulla o quasi. Giocarci non sempre ma per due anni di seguito, anche a costo di tabelle salvezza fatte e rifatte mille volte.
Il sogno comprendeva di riuscire tutte le domeniche a trovare i soldi per entrare nella NORD, trovare gli amici e vivere e soffrire con loro, gonfiare il petto perchè sono GENOANO e tutto il resto è un cazzo.
Come ben sapete di tutti i sogni di quel periodo, l'unico che si è avverato era la NORD, forte immensa, viva, talmente viva e forte che a volte incuteva timore anche a noi stessi, come se si avesse timore di far parte di qualcosa di pericoloso anche se magnifico.
Un altro sogno era più stupido ma anche quello con il suo peso, le domenica in trasferta, allo scoccare di "Novantesimo minuto" e aspettare con ansia di vedere i nostri ragazzi di non essere relegati nella rubrica " le altre di B" che io vivevo come un insulto.
Ma quali altre di B, noi siamo il GENOA, siamo Genova città del triangolo industriale importante, se non di più di Torino e Milano e io dovevo aspettare le altre di B, mi sembravo un diritto essere almeno nelle partite scelte della serie cadetta.
Non parliamo della serie c dei viaggi in nave, dei campetti di periferia del mondo che conta, e lì l'unico sogno che mai fu messo in discussione era la NORD, il Tempio, i fratelli nei distinti che andavano avanti e indietro ad insultare tutto e tutti che a noi facevano scappare un sorriso ma che anche loro facevano parte del sogno che era una realtà continua indelebile.
Poi passavano gli anni e il mio sogno era quello di non far nascere mio figlio con il GENOA un'altra volta in B.
Il viaggio, con mia moglie, verso Napoli, con quel dolore nello stomaco come se si andasse incontro ad una sentenza, che grazie ai fratelli napoletani e a Faccenda fu positiva, "mia figlio sarebbe nato in A"
Sinceramente non immaginavo che dal viaggio entrassimo direttamente in sala parto e che mio figlio anticipasse di 2 mesi la sua venuta e che tutto il mondo famigliare ci rimproverasse di essere degli immaturi e pregasse che quel bambino non ne dovesse mai pagare le conseguenze, a noi, ma soprattutto a me l'importante era che veniva al mondo con il GENOA in A e così fu.
Poi ci fu quel periodo, breve troppo breve in cui si toccò il cielo con un dito, l'Europa, Liverpool, i viaggi, il passaporto, le fermate all'autogrill, gli abbracci, le urla dai finestrini " GENOA GENOA GENOA" " PATO PATO PATO GOL EE" e lì il petto sembrava scoppiare.
Non c'era più niente, sparite " le altre di b" sparito " non ci posso amputare nulla ai miei ragazzi" spariti Pruzzo, Musiello Manfrin, ora c'era Pato, Thomas, Onorati e c'era ferma intramontabile la NORD.
Sembrava e forse lo eravamo ad un passo dal sogno, invece dal sogno all'incubo.
La mia città che amo alla follia si stava spegnendo come un malato terminale, senza reagire drogato da un futuro che non arrivava mai e da un passato che pesava ma che sapevamo tutti mai sarebbe ritornato.
Oggi quale è il mio sogno? sinceramente non lo so, forse di rivedere la NORD della gioventù, di vedere il popolo Genoano il mio popolo a cui apparterò fino alla morte, vivere il Genoa come una fede e non come un passatempo giornaliero.
Ecco forse il mio sogno è quello di riveder tutto il "popolo Genoano" tornare ad essere un muro contro chiunque non ci rispetti o provi a non rispettarci.
Non vorrei più rivedere leccaculo part time, avvoltoi al pesto.
Una cosa è rimasta forte in me da quel Genoa-juventus gol di stacchini,
il GENOA è Genova il resto conta un cazzo.