L'Italia e l'eccezione [dal muro]
Bada Bing!    
 

Io ho vissuto tanti anni in Inghilterra e ora negli USA. Una delle differenze culturali più importanti tra noi e gli anglosassoni è nell'applicazione delle norme. Mi è capitato tante volte di essere punito per sgarri che nella mia testa e nella nostra cultura sono marginali. Esempio stupido una volta in aereo il bagaglio a mano pesava 12 kg invece dei 10 previsti dalla legge e non c'e' stato verso di convincerli a farmi passare lo stesso fino al momento in cui sono tornato sotto il limite. La legge è la legge. E vale per tutti. Senza eccezioni. Non si discute. Certe volte ti fanno uscire di testa e chi la applica sembra un automa se non un mezzo idiota.
In Italia invece si contemplano sempre possibili correzioni in corso d'opera, dovute, nel migliore dei casi, al buon senso. Si inizia ad interpretare il senso della norma, gli effetti della sua applicazione e dove non ci siano strappi pesanti violandola, si chiude un occhio senza pensarci troppo. Come impostazione sono e resterò Italiano. Ma devo dire che in paesi in cui la legge è applicata in modo perentorio, io mi sento più tutelato. So che ogni sgarro sarà punito, senza eccezioni, indipendentemente da chi lo faccia. Mentre da noi purtroppo la possibilità dell'eccezione, a volte un'ottima cosa, apre le porte dell'arbitrio, alla corruzione e all'abuso di potere, mali endemici della nostra cultura. Tu puoi passare lui no. Oppure si, se mi dai una mazzetta o mi lecchi il culo. Non che non ci siano nelle culture anglosassoni, non scriverei mai una scemenza simile. Ma da noi il flusso di porcate incivili è incessante, senza tregua e soprattutto costantemente alla luce del sole, senza vergogna e nessuno fa niente. Ogni tanto esce fuori un partito di moralizzatori, quasi sempre un gruppo di idioti, che viene regolarmente incorporato dopo un mese. Il calcio non fa eccezione. Questo turno a spezzatino è un'acrobazia di stupidità e malafede. Se si tutela la salute e la regolarità del campionato giocano tutti. Punto. Come se uno spettatore in Asia o Sud America non capisca che per esigenze di salute pubblica stanno evitando spostamenti di massa di tifosi. Invece Caio si preoccupa dell'incasso, Tizio ha tre squalificati e preme per il rinvio tramite i suoi amici sul ponte di comando. E lo stesso giorno che le borse americane perdono 1000 punti per le preoccupazioni sul Corona Virus, nel calcio italiano c'e' qualche scemo in mala fede che dichiara di voler preservare l'appeal del campionato e vuole trasmettere le partite con gli stadi pieni. Giolitti diceva che in Italia le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici. Non è cambiato nulla da quando l'ha detto e penso che non cambierà mai.