Maledetto bastardo [dal muro]
Zanzara Fastidiosa   
 

Ero molto giovane. Avevo circa 5 anni. In casa mia, in quanto figlio unico, ero coccolato da tutti i parenti, ma uno di origini multicolor cercava di traviarmi, raccontandomi dei loro colori, cantandomi canzoncine da stadio... ma io rimanevo scettico, indifferente.
Poi il giorno del mio 6* compleanno arrivò zio Franco, persona molto pacata e tranquilla, con in mano un pacchetto morbido e un disco 45 giri fasciato da carta da regalo.
Ricordo che mi incuriosivano molto entrambi i pacchetti.
Li aprii in un baleno, dentro vi era il 45 giri dell'inno del Genoa e un cuscino rossoblù, quello che si usava sui gradini del Ferraris e che tutti portavano sotto l'ascella mentre andavano allo stadio.
Ascoltai quel disco un milione di volte nel “mangiadischi” portatile arancione dei miei genitori (Forse un “geloso”).
Da lì nacque un amore, il cui legame fu saldato il giorno in cui mio zio mi portò nei distinti.
Fu Genoa Parma, vincemmo 1 a 0.gol di bergamaschi.
Di quel Genoa ricordo sciu Rensu fossati, che cominciai a contestare qualche tempo dopo, un certo Roberto Pruzzo e Sergio Girardi. (Chi giocava in porta in piazza si sentiva un po' Girardi

Beh, zio Franco, sestese D. O. C., guardava tutte le partite del Genoa giocate al Tempio, TRANNE UNA. Il Derby che noi, sulla carta, giocavamo in trasferta.
Lui non ne ha mai visto uno.
Gli chiesi solo una volta il perché di quella scelta, se non stava male a non vedere il derby.
Lui diventò improvvisamente serio e guardandomi dritto negli occhi mi disse:
“Io soldi a quelli là non gliene do! ”.
Non gli ho mai sentito pronunciare il nome delle merde, nemmeno uno volta in tutta la mia vita.

Beh, fu un grande Genoano, uno che pativa pesantemente quei campionati. Un periodo piuttosto triste della travagliata storia del Grifone.
Non ha mancato una partita in casa che sia una, almeno fino a qualche anno fa. poi la salute, l'età avanzata lo ha costretto a diradare le sue presenze.

Poche ore fa, un maledetto bastardo di nome covid 19, lo ha portato via. Settimane di sofferenza e battaglia al Villa Scassi, senza tregua.
Ma 86 anni sono tanti contro un nemico di quel calibro. Troppi.
Il rammarico più grande è stato che ha contratto il maledetto bastardo in ospedale.
Un nemico implacabile, instancabile, che ti fa morire solo come un cane.
Ci sono tanti modi per andarsene, ma questo è sicuramente uno dei peggiori.
Ciao Zio, fa buon viaggio.

Ho raccontato questi aneddoti a degli amici speciali, quelli dei mattinieri del club Umby 65, di cui mi vanto di fare parte.
Ma oggi faccio fatica a prendere sonno e ho voluto condividerli con tutto il muro.