Carissimi ragazzi...
MicahPHinson [dal muro]   
 

che sarete chiamati a difendere i colori del Genoa. Lasciate che vi parli come un fratello maggiore, se non addirittura come un padre, perdonate la retorica, perché come età potrei esserlo di molti di voi. Cosa sognavate da bambini, quando cominciavate a dare i primi calci al pallone? Di vincere tanti trofei, credo, di compiere mirabolanti imprese su un campo da football... Non voglio neppure ipotizzare che foste già distratti dai miraggi di ingaggi milionari e da tutte le componenti di quel paradiso un po' farlocco che è il mondo del calcio al giorno d'oggi... Eravate dei sognatori, dei romantici, proprio come noi. Considerata la dissenata politica societaria del vecchio Genoa, la grande maggioranza di voi, l'anno prossimo, non indosserà più la maglia del club più antico d'Italia, e chissà, magari qualcuno, in un futuro non troppo lontano, alzerà davvero quei trofei che sognavate da bambini... Ve lo auguro di cuore. Sappiate però che nella partita che giocherete tra un pugno di ore, centoventisette anni di storia soffieranno alle vostre spalle, aiutandovi a difendere la nostra porta e a controbattere le iniziative di una squadra avversaria che in questo momento appare favorita dal pronostico. Senza dubbio è una responsabilità dura. Ma portare la bandiera del Genoa è sempre stato appannaggio di cuori coraggiosi. Prima di voi ci hanno pensato uomini, anzi ragazzi come voi che hanno scritto le pagine più pulite di questo sport e perfino della Storia del nostro Paese. James Spensley, che sul campo di battaglia prestò soccorso, a costo della vita, a un soldato ferito che apparteneva allo schieramento nemico... E Luigi Ferraris, medaglia d'argento al valor militare, e ancora Giuseppe Castruccio... A lui la medaglia la conferirono d'oro, e mentre era ancora in vita, perché fu in grado di riparare nell'oscurità di una notte di guerra il dirigibile che comandava e che stava perdendo quota... Qualcuno vi ha mai raccontato queste storie? Sapete chi erano Luigi Meroni, Renzo de Vecchi, detto il figlio di dio, e il grande De Prà? Sì, portare la bandiera del Genoa è un compito da predestinati. E allora, per quanto mi riguarda, non vi chiedo di vincere il derby, ma solo di essere all'altezza di voi stessi e del compito che la sorte vi ha affidato. Non risparmiatevi, siate una squadra, spendete fino all'ultima stilla di energia e vada come vada. Se farete questo, conquisterete qualcosa che probabilmente vale perfino di più di qualsiasi trofeo, ovvero l'affetto di un popolo che, statene certi, non vi dimenticherà mai.