Genoa-Frosinone 0-0

Commento
di SdG   ser20190303a

Un Genoa prevedibile, monotono e poco convinto, non batte il Frosinone in dieci per un'ora

Dopo l'orrore di Verona, altro 0 a 0 e altra prestazione sotto le attese. Aver racimolato due miseri punti senza aver segnato nemmeno un gol con Chievo e Frosinone, rispettivamente l'ultima e la penultima della classifica, la dice lunga sul momento della squadra rossoblù.

Poi si dirà che è stato il sesto risultato utile consecutivo. Utile... gli ultimi due fino ad un certo punto. Chievo e Frosinone potevano rappresentare la salvezza anticipata e l'avvicinamento ai 40 punti che io definisco quota dignità. Due passi falsi.

Due partite di cui una, quella di oggi, giocata in superiorità numerica per un'ora. Espulso Cassata al 33' per un'entrataccia ai danni di Biraschi. Eppure la prima vera grande occasione il Genoa l'ha creata solo al 22' secondo tempo, con un tiro al volo di Lazovic respinto da Capuano. A testimonianza dell'incredibile involuzione della fase offensiva. Il Genoa ha patito il pressing a tutto campo dei giocatori di Baroni, peraltro già visto contro la Roma. Ma non ha saputo trovare la strada per rendersi pericoloso nel primo tempo se con una telefonata di Bessa da fuori area e con una punizione di Sanabria fuori di un palmo. Troppo poco.

Brividi invece per alcune azioni del Frosinone, ma solo per il vezzo tutto nuovo di lasciar completare le azioni in fuorigioco. In pratica il Frosinone non si è mai reso pericoloso, se non nel finale con un contropiede arginato da Bessa e Romero.



Ripresa giocata con Pandev al posto di Biraschi. Pandev divetnato italiano in settimana e alla 400 presenza in serie A. Un attacco al fortino dei laziali ma il Genoa deve fare i conti più con se' stesso che con l'avversario che si chiude e resiste ad ogni tentativo. Il Genoa si smarrisce quando serve imprevedibilità, gioco senza palla, spunti individuali in grado di spaccare la partita, qualche straccio di combinazione che mandi in porta un giocatore, astuzia e personalità. Il minimo per una squadra che gioca in serie A davanti al suo pubblico contro una formazione rischia di retrocedere.

Assenti i lungodegenti Favilli e Lapadula. Per sfruttare la superiorità numerica Prandelli manda in campo Damonte che ha una occasione fotocopia di quella di Lazovic e però perde pure un pallone che potrebbe risultare sanguinoso. Qaundo entra Damonte il tabellone scrive che sostituisce Lapadula e questo è l'unico momento divertente del pomeriggio al Ferraris.

A sinistra Criscito è esausto e nel finale sbaglia troppo. I due centrocampisti centrali fanno il compitino, che è troppo poco. Radovanovic muove il pallone anche se si trova sulla linea dell'area di rigore, Lerager ha dato un senso alla sua presenza in campo aumentando i giri nella ripresa. Ci hanno fatto rimpiangere Veloso assente perché febbricitante e il buon Hiljemark. Sanabria non attacca mai il primo palo e i palloni messi nell'area piccola sono tutti del portiere.

Infine la nota dolente di Kouamé che non anticipa, non scatta con i tempi giusti, non conquista palloni di testa, non detta i tempi dei passaggi. Mal sfruttato, ma forse anche in calo fisico e mentale. Gioca con poca convinzione. Come tutto il Genoa.


GENOA - FROSINONE   0 - 0(26 - 03/03/19)
Radu, Biraschi (46' Pandev), Romero, Zukanovic , Lazovic, Lerager, Radovanovic, Criscito , Bessa, Sanabria, Kouamé (78' Dalmonte) [All. Prandelli, Jandrei, MarchettiPezzella, Lakicevic, Gunter, Pereira, Sturaro, Rolon]
Sportiello, Goldaniga, Salamon, Capuano, Chibsah, Viviani (56' Maiello), Cassata , Paganini, Molinaro, Pinamonti (73' Ciofani ), Ciano (dall'89' Gori) [All. Baroni, Brighenti, Zampano, Ariaudo, Simic, Beghetto, Valzania, Sammarco, Trotta, Iacobucci]
Arbitro: Mariani di Aprilia - Corner: 7-2 - Recupero: 1' e 4' - Spett: 19.920