Genoa-Torino 0-1

32' st Bremer

Commento
di SdG   ser20191130a

Nel calcio non si inventa più nulla, tutti i brevetti sono stati depositati. Chi vuole allenare non deve porsi come innovatore e non deve stupire. Deve adattarsi alla rosa a disposizione, alle caratteristiche tecniche, all'ambiente, e alla situazione di classifica. Thiago Motta si è trovato per le mani una squadra modesta, con un due centravanti inesperti ingaggiati per compiacere i bilanci di Juventus e Inter, ma ha perso Kouamé per tutta la stagione, Zapata per un mese e non sembra abbia chiara la situazione in cui ci troviamo.

Il marchio di fabbrica del Genoa, dopo questa sconfitta con un Torino malmesso e privo del centravanti della nazionale, l'OTTAVA sconfitta in QUATTORDICI partite, è la pappa molla.

La Nord ad un certo punto ha perso la pazienza e ha mandato tutti a lavorare, ha chiesto di tirare fuori i coglioni. Inevitabile dopo aver visto una combriccola di fifoni nascondersi dietro la "tattica" di chi non sa cosa fare col pallone. Un'infinità di passaggi orizzontali e all'indietro, rischiosi e avvilenti, in attesa di una congiunzione astrale, un allineamento di corpi celesti che gonfiasse il petto dei nostri.

Quando è successo il Genoa ha verticalizzato e ha colpito DUE legni in tre minuti: traversa di Agudelo e base del palo di Favilli. Il primo su azione personale di Agudelo che poi ha fatto l'assist al pisano. Sul rimbalzo qualcuno l'ha sparata alle stelle. Prima del disallineamento dei pianeti Pandev ha servito Cassata in area, tiro forte, ma facile per Sirigu. Inspiegabile invece il gol mangiato da Pandev su azione manovrata con assist dal fondo di Schöne.

Si parla del secondo tempo, il primo è stato un cicaleggio che ha prodotto la miseria di un tiro di Sturaro deviato in corner. E come avviene alla cicala della favola, il magazzino é vuoto e manca il tempo per riempirlo. Segna Bremer di testa su cross dalla bandierina, svettando su Sturaro che era già in debito di ossigeno e poco lucido. Thiago lo ha cambiato dopo il gol, tardi.



Primo lancio alle punte di Radu al 90', primo ammonito Sturaro al 75', il secondo Agudelo nel recupero. Finale col Genoa che tergiversa quando i palloni andrebbero spediti in avanti. Nell'era dei droni gli assalti alla trincea nemica non si usano più. Il gol "cercato col gioco" quando si devono usare le baionette. La gente non gradisce e rumoreggia. Ma del resto... quando Cassata batte una punizione dalla nostra metà campo la telefona al portiere, Pajac oggi preferito a Criscito (sic!) avrà sprecato una decina di cross in tutta la partita.

Ecco fatto. Il 61% di possesso palla più inutile e stucchevole del mondo è servito.

Senza una svolta tecnica (giocatori) ed una tattica questa squadra retrocederà. Quella tattica dipende dall'allenatore: Motta oppure uno che sappia dare la garra che ci vuole per salvarsi, ma la garra per darla bisogna anche averla.

Il Genoa non è un piccolo Barcellona, è una squadra di frilli che palleggia dentro la propria area di rigore in modo ridicolo e perdendo tantissimo tempo. Costruita dagli stessi che si sono spaventati a Firenze, ma un'ora dopo il coccolone hanno ricominciato a stare nella loro comfort zone: presunzione, improvvisazione, buoni rapporti con le grandi. E i risultati si vedono: la serie B, tutto sommato, loro se la meritano tutta.

I fischi alla squadra sono fischi alla dirigenza. I giocatori sono ricchi in banca, ma poveri di risorse tecniche e caratteriali. Li hanno messi insieme convinti che possano fare un calcio moderno, quando basterebbe il calcio vecchio, redditizio, di buon senso, che salva dalle retrocessioni.


GENOA - TORINO   0 - 1(14 - 30/11/19)
32' st Bremer
Radu, Ghiglione (1' st Ankersen), Romero, Biraschi, Pajac, Sturaro (37' st Gumus), Schöne, Cassata, Pandev , Agudelo , Favilli (21' st Pinamonti) [All. Motta, Marchetti, Jandrei, Criscito, Barreca, Goldaniga, Jagiello, Radovanovic, Cleonise, Saponara]
Sirigu, Izzo, Nkoulou, Bremer, De Silvestri, Baselli (19' st Meitè), Rincon, Lukic, Ansaldi (24' st Laxalt), Berenguer, Verdi (43' st Edera ) [All. Mazzarri, Rosati, Ujkani, Zaza, Bonifazi, Millico, Parigini, Djidji, Aina, Buongiorno]
Arbitro: Massa di Imperia - Corner: 6-4 - Recupero: 1' e 6' - Spett: 20.000